Inpgi 2: quesiti - I requisiti per accedere alla stabilizzazione dei co.co.co.

Il quesito di R. R.:

Per ambire alla regolarizzazione del proprio rapporto di lavoro è necessario essere giornalista professionista, o è sufficiente essere un co.co.co. che collabora da 20 anni con la stessa testata ed è iscritto all’INPGI dal 1996?

La risposta di Massimo Marciano:

Caro collega,

la stabilizzazione riguarda tutti gli iscritti alla Gestione separata Inpgi che abbiano in corso un contratto co.co.co., siano essi professionisti o pubblicisti. Per ulteriori approfondimenti puoi leggere il precedente articolo “Stabilizzazione co.co.co.: un’opportunità per regolarizzare migliaia di precari”.

Inpgi: quesiti - Contribuzione e Casagit per l’addetto stampa di un ente locale

Il quesito di E. B.:

Dal luglio 2001 al giugno 2009 ho ricoperto l’incarico di addetto stampa di un ente locale, con contratti di collaborazione coordinata e continuativa con riferimento economico il trattamento minimo di caposervizio (Cnlg). Tali contratti sono stati rinnovati di anno in anno senza interruzione. Nel maggio 2008 ho conciliato all’Ufficio provinciale del Lavoro, rinunciando agli emolumenti spettanti (13ime mensilità, lavoro straordinario, differenze retributive) in cambio della stabilizzazione a tempo indeterminato con procedura concorsuale. Nella relazione accompagnatoria il verbale di conciliazione, l’Amministrazione riconosceva la natura subordinata del mio rapporto di lavoro.

La conciliazione non ha avuto seguito positivo ed il mio ultimo contratto è scaduto nel giugno del 2009. Nell’agosto 2009, con l’ingresso di un nuovo Sindaco, sono stato nuovamente incaricato per 5 anni “addetto stampa del Comune” con un contratto a tempo pieno e determinato di redattore + 30 mesi (Cnlg) part time 26 ore settimanali.

Cosa devo fare per ottenere la contribuzione pregressa e la stabilizzazione, che ritengo di meritare? Posso avere l’iscrizione Casagit, essendo pubblicista?

La risposta di Massimo Marciano:

Caro collega,

comincio dall’ultimo punto. Indipendentemente dal fatto che si sia pubblicista o professionista, la contribuzione Casagit è prevista solo quando viene applicato integralmente, e non solo come parametro di riferimento economico per un altro genere di contratto, l’articolato contrattuale dei giornalisti (Cnlg). Quindi se il tuo contratto non fosse quello dei giornalisti, avresti diritto all’Inpgi ma non alla Casagit, che eventualmente potrebbe essere prevista con però un accordo a parte, se l’Amministrazione intendesse applicarti la relativa contribuzione. Ma mi pare di capire che nel tuo caso il contratto applicato sia quello giornalistico: quindi hai diritto contrattualmente alla Casagit, il cui contributo deve essere versato dall’Amministrazione e risultare in busta paga.

Quanto alla stabilizzazione, penso tu ti riferisca, nel tuo caso, ad un accordo diverso rispetto a quello previsto dalla Finanziaria 2009 per i co.co.co. iscritti alla Gestione separata Inps e recentemente, su richiesta dell’Inpgi, esteso ai giornalisti iscritti alla Gestione separata Inpgi. Secondo quest’ultimo, si può accedere a una procedura di stabilizzazione, se si è in regola con la contribuzione all’Inpgi 2 e si ha in atto al momento un co.co.co. di natura giornalistica, attraverso un accordo con l’azienda sottoscritto dal Comitato di redazione con l’assistenza dell’associazione regionale di stampa competente. I termini di questa procedura li trovi esposti nel post precedente.

Mi pare però di capire che tu al momento non abbia in corso un co.co.co. giornalistico, ma un contratto a tempo determinato di natura giornalistica. Quindi lo strumento che hai è recuperare il pregresso attraverso l’intervento della tua associazione regionale di stampa e il coinvolgimento dell’Inpgi, che può affiancarti nel chiedere la contribuzione non versatagli in ragione della natura subordinata del tuo rapporto di lavoro precedente, non riconosciuta a suo tempo. In questo caso, hai diritto anche alla contribuzione Casagit che non ti è stata corrisposta.

Stabilizzazione co.co.co.: un’opportunità per regolarizzare migliaia di precari

Finalmente approvata dal governo la proposta dell’Inpgi di estendere ai giornalisti la stabilizzazione dei rapporti co.co.co, attraverso la loro trasformazione in contratti di lavoro subordinato, c’è ora tempo fino al 15 agosto prossimo per i necessari accordi sindacali con le aziende, che vanno sottoscritti dalle Associazioni regionali di stampa con l’apporto dei comitati di redazione.

In qualità di vicefiduciario per il Lazio dell’Inpgi ho partecipato nei giorni scorsi all’Istituto a un seminario sull’applicazione della normativa relativa alla stabilizzazione dei rapporti co.co.co. in ambito giornalistico. Vi metto a disposizione delle slides che ci sono state fornite nell’occasione, perché credo sia importante che tutti noi, in qualche modo, siamo infornati di questa opportunità.

Si tratta, in estrema sintesi, di un provvedimento, ottenuto dopo un anno di insistenza dell’Inpgi presso il governo, dell’applicazione di alcune norme riguardanti l’Inps anche ai giornalisti iscritti alla Gestione separata Inpgi. Questa normativa permette, a determinate condizioni, la trasformazione dei co.co.co. in contratti di lavoro subordinato, previa un’intesa a livello regionale (entro il 15 agosto prossimo) tra gli editori e l’associazione regionale di stampa competente per territorio. Il vantaggio per gli editori sta nel fatto che accettando l’accordo verrebbero scongiurati eventuali sanzioni e contributi da versare in caso di riconoscimento giudiziale del rapporto di lavoro subordinato negli anni precedenti (dal 1996 a oggi).

Ma perché il sindacato possa efficacemente condurre la trattativa, è necessario conoscere le situazioni lavorative dei singoli colleghi. Propongo, quindi, un censimento dei co.co.co. sparsi per la penisola, chiedendo loro di compilare un modulo che ho pensato di predisporre per favorire il censimento e che è possibile scaricare a questo link. Chiedo, dopo aver compilato il modulo in Word, di rispedirmerlo a info@riformagiornalisti.it con l’autorizzazione a trasmetterlo all’Associazione regionale competente, indicandomi a questo scopo, quindi, la regione in cui si lavora.

Certo, la trattativa per la stabilizzazione del maggior numero possibile di co.co.co. non sarà né breve né facile. Ma è un’opportunità che penso debba essere perseguita con tutte le forze per continuare la battaglia contro il dilagante precariato che colpisce la professionale giornalistica. Per questo è importante che questo appello raggiunga tutti in ogni parte d’Italia.

Grazie a chi mi aiuterà nella diffusione di queste informazioni.

Massimo Marciano

Fnsi: una rappresentanza istituzionale per i freelance nel sindacato dei giornalisti

La Federazione nazionale della stampa italiana comunica:

“Da oggi i giornalisti freelance hanno la loro rappresentanza sindacale permanente all’interno della Federazione nazionale della stampa italiana. Il Consiglio nazionale, su proposta della Giunta esecutiva, ha infatti approvato la costituzione della Commissione lavoro autonomo.

La nuova Commissione sarà articolata anche a livello regionale, e verrà eletta direttamente dai colleghi freelance. La Commissione opererà in stretto collegamento con la Giunta esecutiva e la Segreteria nazionale della Fnsi per tutte le attività di tutela degli interessi professionali, contrattuali, previdenziali e assistenziali dei lavoratori autonomi.

Il Consiglio nazionale ha inoltre confermato l’Assemblea nazionale dei freelance, conferendole nuovi compiti, e ha varato l’istituzione di Assemblee regionali dei giornalisti lavoratori autonomi.

La decisione assunta oggi risponde alle richieste giunte dai colleghi freelance di tutta Italia, che hanno chiesto - nel corso di numerose riunioni organizzate dalla Fnsi e dalle Associazioni regionali a livello nazionale e locale - una rappresentanza sindacale di freelance nella forma di una struttura permanente all’interno della Federazione.”

Inpgi 2: quesiti - Gli adempimenti appena iscritti all’Ordine dei giornalisti

Il quesito di S. M.:

Gentile Massimo,

le scrivo per avere ragguagli sulla mia futura posizione previdenziale relativamente alla gestione separata.

Mi sono appena iscritta all’Albo dei Pubblicisti e devo adesso regolarizzare la mia iscrizione alla gestione separata, che ho capito essere obbligatoria.

Ho però un dubbio sul tipo di contratto: da due anni, quelli che mi sono serviti a raggiungere la quota di articoli per l’iscrizione all’ordine, lavoro per lo stesso editore, prima con contratto di collaborazione occasione e poi con contratto a progetto di un anno, rinnovato di volta in volta.

Leggendo varie informazioni reperite su Internet mi sono venuti non pochi dubbi:

1) Il contratto a progetto non sembra afferire alla tipologia di lavoro giornalistico. Mi sbaglio? Come risolvere il problema? Non devo iscrivermi alla gestione separata?

2) Il versamento dei contributi nel mio caso spetta interamente all’editore come previsto dalle ultime norme entrate in vigore nel 2009?

3) Pur risultando pubblicista, dunque è sottinteso che io svolga un altro lavoro principale, al momento non ho attiva un’altra posizione previdenziale perché non supero la quota minima annua per la dichiarazione dei redditi. Può essere un problema? Devo iscrivermi all’Inps anziché all’Inpgi?

4) A chi posso rivolgermi per avere una consulenza specifica sulle questioni contributive? I Caf sono in grado di fornirmi assistenza nell’iter?

Grazie per l’impagabile servizio che ci offre.

La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

grazie innanzitutto per le cose belle che scrivi: cerco semplicemente di mettere la mia esperienza maturata nei miei incarichi nell’Inpgi a disposizione di tutti i colleghi. Cercherò di rispondere ai tuoi quesiti uno per uno.

1) Secondo la cosiddetta “legge Biagi” la tipologia di contratto a progetto non può essere applicata agli iscritti agli Ordini professionali, per i quali vanno stipulati contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Talvolta i committenti, per scarsa conoscenza delle norme che riguardano gli iscritti agli Ordini e i giornalisti in particolare, denominano il contratto “a progetto” anche quando ha oggetto una prestazione giornalistica prestata da un iscritto all’Albo (elenco professionisti o elenco pubblicisti non fa differenza). Quindi, in questi casi siamo nel campo dei co.co.co. e l’iscrizione alla Gestione separata dell’Inpgi è obbligatoria, ma la deve fare il committente, non il giornalista. I relativi contributi all’Inpgi 2 il committente li deve versare entro il 16 del mese successivo al pagamento della prestazione.

2) Sì, come ho spiegato rispondendo alla domanda precedente.

3) Per l’Inpgi e per le norme sulla previdenza non c’è differenza tra pubblicisti e professionisti: tutti i giornalisti (e anche coloro che sono iscritti al registro nei praticanti) devono versare i propri contributi all’Inpgi se svolgono un lavoro giornalistico. Se questo lavoro non è esclusivo, come succede per i pubblicisti, per la quota di reddito non inerente l’attività giornalistica sono competenti altri istituti di previdenza, a seconda del tipo di lavoro. Nel tuo caso, non avendo redditi assoggettabili a contribuzione all’Inps, l’iscrizione a questo Ente non è dovuta (e non è possibile, in assenza di reddito assoggettabile).

4) Non tutti i Caf sono preparati sulle questioni previdenziali dei giornalisti. Puoi rivolgerti all’ufficio di corrispondenza regionale dell’Inpgi della tua regione di residenza professionale. L’elenco degli uffici e i relativi recapiti li trovi a questo link. Se sei residente professionalmente nel Lazio, puoi fare riferimento a me, che come vicefiduciario dell’Inpgi per il Lazio curo uno sportello informativo per i colleghi il martedì mattina, dove per ogni necessità possiamo anche incontrarci di persona. Ovviamente, puoi fare comunque riferimento a me, attraverso il contatto che abbiamo creato in questa occasione, anche se risiede in un’altra regione: sono a disposizione.

Inpgi 2: quesiti - Dove vanno i contributi per l’attività editoriale

Il quesito di P. P.:

Sto per iniziare un’attività editoriale che avrà, oltre la regolare iscrizione al tribunale, anche l’iscrizione alla camera di commercio con apertura di partita Iva; l’iscrizione alla camera di commercio comporta automaticamente l’iscrizione all’inps e il conseguente versamento trimestrale dei contributi.

Se io già verso i contributi all’Inpgi (pubblicista iscritto) devrò versare anche i contributi all’Inps?

Come si può evitare di versare anche i contributi all’Inps fermo restando l’iscrizione alla camera di commercio dell’attività editoriale?

La risposta di Massimo Marciano:

Caro collega,

si tratta di due tipologie di reddito diverse, che quindi comportano due diverse casse previdenziali come riferimento pensionistico. Il reddito derivante dall’attività con partita Iva registrata alla Camera di commercio è reddito d’impresa, e quindi soggetto a contribuzione alla gestione commercianti dell’Inps. Il reddito derivante dalle collaborazioni autonome giornalistiche di un iscritto all’Ordine dei giornalisti, invece, è reddito professionale e pertanto è soggetto a contribuzione alla gestione separata dell’Inpgi.

Ovviamente i due versamenti di contributi, facendo riferimento a diverse tipologie di reddito, sono relativi a lavori di natura diversa fra loro e quindi entrambe le contribuzioni sono dovute. Trattandosi di due lavori diversi, avrai di conseguenza due pensioni di diversa natura: una liquidata dall’Inps, l’altra dall’Inpgi 2.

Se la totalità dei tuoi redditi dovesse derivare dalle collaborazioni prestate in materia giornalistica per una società di cui anche tu dovessi fare parte, ma senza percepire dividendi, ci sarebbe un’unica contribuzione all’Inpgi 2.

Inpgi 2: quesiti - Le scadenze per il versamento dei contributi e la comunicazione reddituale

Il quesito di R.C.: 

Per un ritardo nei versamenti all’Inpgi 2 ho dovuto pagare delle sanzioni. Vorrei evitare che ciò accada in futuro e a tale scopo ho cercato informazioni aggiornate degli adempimenti sul sito Inpgi, dove però mi sono un po’ persa. Provo a riassumere quanto mi è sembrato di capire:

- la comunicazione reddituale per il 2009 andrà inviata a luglio 2010

- i contributi dovuti per il 2009 verranno pagati a mezzo di una modulistica inviata direttamente dall’Inpgi. Giusto?

Inoltre mi chiedo:

- sarò tenuta al pagamento del contributo minimo anche se nel 2009 non avrò avuto redditi di tipo giornalistico?

- entro quando va versato l’anticipo?

Non so se puoi rispondere via email… se così non è, esiste un numero di telefono che io possa chiamare per avere queste info?

La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

la comunicazione reddituale per il 2009 andrà fatta all’Inpgi 2 entro il 31 luglio 2010 per via telematica, accedendo con login e password che sono state fornite a ogni iscritto all’area riservata con i dati personali.

Il pagamento dei contributi (sia l’acconto di settembre sia il saldo dell’ottobre dell’anno successivo) può essere fatto o attraverso il modello F24/Accise, che permettere di portare in compensazione eventuali crediti con l’Erario, o attraverso bonifico bancario, entrambi o in banca, o alla posta oppure online. L’inpgi 2 non invia più, quindi, i bollettini di pagamento che inviava negli anni scorsi. I pagamenti vanno fatti direttamente dai giornalisti alle scadenze stabilite, secondo lo schema temporale che segue.

Entro 30 settembre va versato il contributo minimo in acconto sull’anno in corso; quando entro il 31 luglio si fa la comunicazione reddituale online come visto sopra, la schermata finale dà al giornalista il rapporto con la scadenza (o le scadenze nel caso sia stata richiesta nel corso dell’operazione la rateizzazione) e l’importo del pagamento del saldo; alla scadenza si versa il saldo (il 31 ottobre in caso di versamento in unica soluzione; il 31 ottobre, il 30 novembre e il 31 dicembre in caso di versamento rateale).

L’acconto del 2009 dovresti averlo già versato entro il 30 settembre scorso: ad anno avviato sei considerata in attività. Qualora si preveda di non avere reddito da collaborazioni autonome giornalistiche nel corso dell’intero anno solare, se non interessa avere la continuità della posizione previdenziale attraverso il versamento del solo contributo minimo di settembre si può dichiarare all’Inpgi 2, tramite un apposito modulo da spedire all’Inpgi 2 o da consegnare all’ufficio di corrispondenza regionale di competenza entro i primi dell’anno di riferimento, la sospensione dell’attività professionale autonoma. La posizione quindi rimane “congelata” fino al raggiungimento dei requisiti di età per la pensione o fino a quando non si riprende l’attività, la cui ripresa va comunicata entro 30 giorni con le stesse modalità viste per la sospensione.

Ulteriori informazioni le puoi reperire su questo sito, oppure scrivendo all’Inpgi 2 all’e-mail gestione_separata@inpgi.it o telefonando ai recapiti pubblicati sul sito dell’Inpgi.

E-mail certificata, una convenzione per i giornalisti iscritti all’Inpgi

L’Inpgi ha stipulato una convenzione con la Società GestioniDoc Srl-Partner InfoCert al fine di permettere, ai giornalisti iscritti all’Istituto, l’attivazione di una casella di posta elettronica certificata (Pec) a condizioni agevolate. Il canone annuale per una casella Pec Legalmail, riservato agli iscritti Inpgi, è di euro 13 più Iva (ovvero euro 15,60 Iva compresa), anziché di euro 25 più Iva, costo di listino.

Per informazioni e per aderire alla convenzione, occorre collegarsi a questo link.

Inpgi: «La stabilizzazione dei co.co.co. è urgente e necessaria»

Nella sua riunione del 26 novembre scorso, il Consiglio generale dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani ha approvato un ordine del giorno in cui si esprime preoccupazione per il ritardo nell’approvazione, da parte dei ministeri competenti, delle norme sulla stabilizzazione dei co.co.co. approvate ormai diversi mesi fa dall’Istituto.

Questo è il comunicato dell’Inpgi sull’approvazione dell’ordine del giorno:

«Il Consiglio Generale dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani ha espresso unanimemente preoccupazione per la mancata approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti della delibera del Consiglio di Amministrazione, datata 29 gennaio 2009, in materia di stabilizzazione dei Collaboratori Coordinati e Continuativi.

Tale delibera, che discende dall’applicazione del Protocollo sul Welfare, sottoscritto due anni fa dall’allora Ministro Damiano, dall’Inpgi, dalla Fnsi e dalla Fieg, riveste un ruolo ancor più rilevante nel momento della grave crisi che attraversa il mondo editoriale italiano. La possibilità di prevedere l’assunzione, a tempo determinato o indeterminato, di giornalisti collaboratori, vedendo azzerati eventuali sanzioni, interessi e contributi pregressi rilevati in sede ispettiva, interessa una platea potenziale che sfiora le mille unità.

Appare urgente e necessario – sottolinea il Consiglio Generale - veder approvata una deliberazione che discende da una norma generale di legge volta a tutelate e stabilizzare il lavoro parasubordinato.

L’accordo contenuto nel citato Protocollo è già stato completamente recepito e applicato dall’Inpgi, dopo l’approvazione dei Ministeri Vigilanti, attraverso la modifica sostanziale dell’intero impianto del sistema delle aliquote contributive e delle tutele sociali a favore dei Co.Co.Co. Agli Editori non è stato concesso lo sgravio fiscale, previsto dallo stesso Protocollo, a parziale ristoro dei maggiori costi sostenuti nel nuovo sistema. Il Consiglio Generale ritiene che vada riaffermata la coerenza complessiva dell’accordo attraverso la sua applicazione integrale.

Risulta infine auspicabile e urgente un parere interpretativo che permetta all’Inpgi di applicare le norme previste nel Decreto Anticrisi per il sistema generale del lavoro italiano. In particolare si ritiene importante concedere all’Istituto la possibilità di elevare dal 60% all’80% della quota persa di retribuzione, l’erogazione a favore dei giornalisti interessati dall’ammortizzatore della Solidarietà, come accade per le altre categorie di lavoratori».

Inpgi 2: quesiti - Le tipologie di lavoro giornalistico autonomo e il questionario della Gestione separata

Il quesito di R. C.:

Volevo sapere due cose:

1) L’Inpgi 2 ha mandato una lettera in cui ci chiede di dichiarare che tipo di attività giornalistica svolgiamo. Io svolgo attività sia con contratti di cococo che libero-professionale. Non ho partita Iva. Dovrei rientrare nel punto 3 del modulo, però mi chiede anche di scrivere da quando a quando svolgo l’una e l’altra attività: non si possono svolgere in contemporanea? Posso scrivere in tutti e due i campi “dal 1 gennaio 2009″ (la dichiarazione non è richiesta per le attività svolte prima)?

2) Dall’anno prossimo avrò, oltre a un contratto di cococo che continua, altre collaborazioni. Posso prevedere di svolgere queste ultime con diritto d’autore, o è meglio aprire partita Iva? E nel caso, quanto prende il vostro commercialista per seguire le partite Iva?

La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

per quanto riguarda il quesito 1 va bene scrivere, per lo svolgimento contemporaneo di entrambe le attività, “dal 1° gennaio 2009″ perché effettivamente è richiesto di specificare la data a partire da quest’anno. La motivazione è che dal 2009 è entrata in vigore l’applicazione del cosiddetto “pacchetto welfare”, ovvero le norme sul lavoro contenute nella Finanziaria 2008, ai giornalisti iscritti all’Inpgi 2, per cui da quest’anno sono i committenti (e non più i giornalisti) a versare i contributi dei co.co.co. alla Gestione separata.

Per questo motivo l’Inpgi 2 ha necessità di sapere se si svolge l’attività professionale con contratto (o contratti) di co.co.co. oppure no, o se sussistono contemporaneamente (è possibile, come dici tu) rapporti co.co.co. e di altra natura. Serve di saperlo perché così l’Inpgi 2 sa se deve riscuotere i contributi dal giornalista o da un’azienda (o più aziende), o da ognuno per la quota parte che gli spetta.

L’attività libero-professionale a cui si riferisce l’Inpgi 2 è quella svolta con partita Iva. Se non hai partita Iva, puoi svolgere l’attività professionale autonoma (non co.co.co. e non libero-professionale) attraverso le formule della collaborazione occasionale o della cessione del diritto d’autore. In tutti i casi fuori dal co.co.co., il committente corrisponde al giornalista un contributo previdenziale integrativo del 2% sul corrispettivo lordo di ogni prestazione, che poi il giornalista girerà all’Inpgi 2 insieme alla quota che spetta a lui versare: il 10% sul reddito professionale netto che risulta dalla dichiarazione dei redditi. Se tu non hai partita Iva (non è obbligatoria), puoi svolgere l’attività giornalista autonoma, oltre che sotto forma di co.co.co., anche come collaborazioni occasionali o cessione del diritto d’autore.

Quindi, la risposta al quesito 2 è che non sei obbligata ad aprire la partita Iva, a meno che tu non lo valuti conveniente in ragione delle entrate previste e della possibilità di scaricarti le spese connesse con l’attività professionale. La consulenza del commercialista è uno dei servizi che il sindacato dei giornalisti offre ai suoi iscritti nelle sue sedi regionali. Per quanto riguarda i giornalisti del Lazio, l’Associazione stampa romana ha una convenzione con uno studio professionale a favore dei propri iscritti. Per i termini di tale convenzione devi informarti all’ufficio cassa dell’Associazione.

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