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Inpgi 2: pensioni, sanità, disoccupazione, maternità; disegnato il nuovo welfare dei giornalisti autonomi

ricostituzione-della-pensione-ridRafforzamento dei montanti contributivi per avere pensioni più alte, assicurazione sanitaria gratuita con la Casagit, indennità di disoccupazione e assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per i parasubordinati, protezione della maternità a rischio, indennità di paternità anche per i liberi professionisti, possibilità di destinare annualmente gli extra-rendimenti della gestione patrimoniale all’incremento dei montanti contributivi e a forme di welfare. Sono i principali punti della riforma che intende ridisegnare il welfare dei giornalisti autonomi, contenuti in alcuni provvedimenti approvati oggi all’unanimità dal Comitato amministratore della Gestione separata Inpgi (il cosiddetto “Inpgi 2”). Il pacchetto di provvedimenti è stato trasmesso ai Ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia) per le valutazioni di loro competenza e per l’approvazione definitiva da parte loro, come previsto dalla legge.

La proposta di riforma dell’Inpgi 2 è frutto di un confronto lungo e approfondito, all’interno del Comitato amministratore e con il governo, che è iniziato nello scorso mandato. Si tratta di un complesso di interventi che prevedono la riscrittura di alcune parti del Regolamento della Gestione e l’approvazione di alcune delibere ad hoc: sono infatti sia interventi strutturali sulle prestazioni sia previsioni di strumenti di finanziamento per interventi mirati a sostegno del welfare. Una riforma che, dopo 21 anni di vita, cambia il volto dell’Inpgi 2 per renderlo più rispondente alle esigenze di una professione che ha radicalmente cambiato pelle, registrando da tempo il sorpasso dei lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti, e del mercato del lavoro nel nostro Paese, che rende necessarie nuove tutele per la fetta sempre più consistente di lavoratori non garantiti da un contratto di lavoro subordinato.

«Non è stato semplice né breve - commenta Massimo Marciano, consigliere del Comitato amministratore dell’Inpgi 2 e curatore di riformagiornalisti.it - il lavoro che ha portato alla riforma di oggi, che non a caso ha preso avvio con il precedente mandato e ha richiesto altro lavoro nell’attuale. In questi anni, oltre a dover affrontare i molteplici problemi posti dalla necessità di assicurare la sostenibilità finanziaria dei provvedimenti da prendere sul lungo periodo e di rispetto del quadro normativo di riferimento, ci siamo dovuti confrontare anche con riserve e cautele dei Ministeri vigilanti, che su alcune misure ci hanno chiesto più volte approfondimenti tecnici e studi attuariali. Importantissimo è stato anche il contributo di idee e suggerimenti ricevuto dai colleghi della Commissione lavoro autonomo nazionale della Fnsi. Il risultato che ne è venuto fuori, sul piano tecnico è frutto della pazienza verso le numerose e insistenti richieste di noi consiglieri e della competenza della direttrice generale, Mimma Iorio, di tutti gli uffici dell’Inpgi e dell’attuario, il professor Marco Micocci, nonché di battaglie sostenute anche in sede giudiziaria da alcuni Enti di previdenza con il conforto dell’Adepp, l’Associazione degli enti di previdenza privati; sul piano umano lo dobbiamo alla lungimiranza, alla pervicacia e all’autorevolezza dell’ex presidente, Andrea Camporese, e dell’attuale, Marina Macelloni. Umanamente e professionalmente un grande contributo, portato avanti con interminabili riunioni a Roma, scambi di idee telefonici e per e-mail, confronti diretti partecipando a corsi di formazione e seminari da un capo all’altro d’Italia, sento di riconoscerlo a tutti i colleghi dell’attuale e del precedente Comitato amministratore: Laura Antonini, Antonio Armano, Nicola Chiarini, Stefania Di Mitrio, Ezio Ercole, Vittorio Falco e Orazio Raffa. Con loro il confronto è sempre stato sui contenuti e si è svolto in un clima di collaborazione e condivisione, al di là delle distinzioni delle componenti politico-sindacali di riferimento: un metodo di lavoro, sui fatti e per il bene dei colleghi, di cui la nostra categoria professionale avrebbe un grande bisogno in tutte le sedi, ma che purtroppo spesso non vedo altrove».

Questi di seguito sono nel dettaglio i punti principali della riforma.

Assicurazione sanitaria integrativa con la Casagit

Nel 2015 il Comitato amministratore aveva approvato una delibera che destinava per tre anni gli extra-rendimenti (rispetto al minimo di legge previsto per la rivalutazione annuale dei montanti contributivi individuali) della gestione patrimoniale a finanziare un apposito profilo di assistenza sanitaria integrativa con la Casagit, da disegnare con una convenzione dedicata, ai giornalisti iscritti all’Inpgi 2 che non avessero la copertura prevista dal contratto nazionale, non fossero pensionati, non fossero iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria e che avessero un reddito medio annuo calcolato nell’ultimo triennio fra i tremila e i 25 mila euro. I Ministeri vigilanti hanno chiesto approfondimenti e studi attuariali sulla sostenibilità finanziaria del provvedimento.

Conformemente alle indicazioni venute fuori dalla interlocuzione con i Ministeri vigilanti, la delibera approvata oggi prende atto della conferma della sostenibilità finanziaria del provvedimento evidenziata dallo studio attuariale, secondo il quale «il rendimento della gestione (circa 15,6 milioni di euro) eccede per circa 10 milioni la somma degli importi necessari per rivalutare i montanti e per versare le ipotetiche contribuzioni per i 6.018 giornalisti cui si indirizza l’iniziativa». Una volta ratificato dai Ministeri, quindi, il provvedimento permetterà a quanti di questi colleghi vorranno aderire (l’adesione è volontaria e i colleghi in questione saranno adeguatamente informati di questa opportunità) di ricevere ogni anno, per tre anni, un “bonus” di 500 euro dall’Inpgi per aderire all’apposito profilo che verrà definito con una convenzione Inpgi-Casagit o per essere scomputato, qualora il collega interessato fosse già iscritto alla Cassa sanitaria, da quanto da lui dovuto. Nel corso del triennio la misura sarà opportunamente monitorata per poterla riproporre nel triennio successivo.

Lo studio attuariale ha anche permesso di allargare, rispetto alla previsione originaria del 2015, la platea degli iscritti all’Inpgi 2 interessati, allargando la fascia reddituale fino a coprire tutti coloro che nel triennio precedente abbiano avuto un reddito medio annuo tra i 2.100 e i 30mila euro. Per chi super questa fascia di reddito, fino a 30.500 euro annui, è previsto un contributo a scalare da parte dell’Inpgi, fino a 400 euro per chi ha un reddito di 30.100 euro, per ridursi a 100 euro per chi ha un reddito di 3.400 euro.

Pensioni e prestazioni assistenziali

Il sistema di calcolo contributivo, previsto dalla legge per i lavoratori assicurati a partire dal 1996, anno di nascita dell’Inpgi 2, com’è noto penalizza di molto le future pensioni. Per i giornalisti liberi-professionisti l’aliquota del contributo soggettivo che va ad arricchire il proprio montante contributivo è rimasta da sempre fissa al 10% del reddito professionale netto annuo: la percentuale più bassa fra tutte le aliquote contributive attualmente applicate dagli Enti di previdenza. La riforma delineata oggi prevede di ottenere l’innalzamento delle future pensioni attraverso il contributo di tutti i soggetti coinvolti: i lavoratori, i committenti e l’Inpgi stesso.

La riforma dell’art. 3 del Regolamento dell’Inpgi 2 approvata oggi prevede un aumento graduale, di un punto percentuale ogni anno, del contributo soggettivo fino ad arrivare fra due anni al 12%. Per coloro che hanno un reddito annuo superiore ai 24 mila euro, sulla quota eccedente tale limite sarà prevista un’aliquota contributiva del 14% a partire dal 1° gennaio 2020.

Stessa percentuale e stessa gradualità di aumento per il contributo integrativo, corrisposto dal committente al professionista che poi lo versa al suo Ente di previdenza, attualmente fisso al 2% del 1996 e ora integralmente destinato alle spese di gestione. A regime l’aliquota sarà del 4%. Il gettito derivante dalla parte eccedente l’attuale 2% sarà destinato per un punto percentuale all’incremento dei montanti contributivi e per l’altro punto percentuale al finanziamento di misure assistenziali.

Il contributo minimo in acconto rimane invariato.

All’incremento dei montanti contributivi e alla copertura di misure assistenziali può essere annualmente destinata una quota, da stabilirsi con delibera del Comitato amministratore da sottoporre all’approvazione dei Ministeri vigilanti, del rendimento del patrimonio.

Secondo le stime degli uffici dell’Inpgi, i provvedimenti comporteranno un incremento delle prestazioni pensionistiche di oltre il 30%.

Indennità di disoccupazione per i parasubordinati

I giornalisti parasubordinati, una volta venuto a cessare il loro rapporto di lavoro, potranno ottenere una indennità di disoccupazione, in analogia con quanto disposto dal jobs act del lavoro autonomo per gli iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Tale indennità sarà destinata agli iscritti in via esclusiva all’Inpgi 2, non pensionati e privi di partita Iva, e sarà finanziata attraverso l’innalzamento dallo 0,72 al 2 per cento dell’aliquota attualmente prevista per le prestazioni a sostegno di maternità, congedo parentale, nucleo familiare, malattia e degenza ospedaliera. L’onere è posto per un terzo a carico del giornalista e per due terzi a carico del committente.

Il trattamento di disoccupazione verrà corrisposto mensilmente per un massimo di sei mesi, con una riduzione del 3% al mese a partire dal quarto. Sarà pari al 75% del reddito medio mensile, nel caso in cui questo sia inferiore o pari a 1.195 euro. Nel caso di reddito superiore, sarà pari al 75% di tale importo massimo, incrementato di una somma pari al 25% della differenza tra il reddito medio mensile e l’importo di 1.195 euro, fino ad un importo mensile massimo di 1.300 euro.

Maternità a rischio

Alle giornaliste libere professioniste che necessitano di tutele per la maternità a rischia verrà riconosciuta per tale motivo una mensilità in più di indennità, oltre a quelle già previste. Viene prevista anche l’indennità di paternità in caso di decesso o di grave infermità della madre o di abbandono del figlio.

Le prestazioni sono finanziate con il contributo annualmente versato dagli iscritti a copertura dell’indennità di maternità.

“Una tantum”

La liquidazione in capitale (cosiddetta “una tantum”) dell’intero montante contributivo accumulato dagli iscritti che, al compimento dell’età pensionabile, non hanno maturato il requisito contributivo per ottenere un trattamento pensionistico autonomo dall’Inpgi 2 sarà possibile a meno che i contributi versati non siano sufficienti ad ottenere una pensione supplementare, aggiuntiva rispetto a quella ottenuta grazie a posizioni assicurative in altre Gestioni previdenziali, pari o superiore al 50% dell’assegno sociale. La liquidazione non sarà possibile anche nel caso in cui l’iscritto si sia avvalso della facoltà di ricongiunzione dei contributi.

Infortuni professionali per i co.co.co.

Il Comitato amministratore aveva già recepito, con una propria delibera del 2015, l’accordo tra Fnsi e Fieg per estendere ai parasubordinati, i quali percepiscano un compenso annuo non inferiore di tremila euro, la copertura assicurativa contro gli infortuni professionali attualmente prevista per i lavoratori dipendenti iscritti alla Gestione principale dell’Inpgi.

I Ministeri vigilanti hanno osservato la necessità che il Comitato amministratore provvedesse ad adottare un apposito Regolamento attuativo, a garantire la separatezza contabile tra le due Gestioni dell’Inpgi, garantisse la congruità della misura del premio assicurativo e prevedesse un monitoraggio periodico sull’andamento della gestione. Queste osservazioni sono state recepite oggi dal Comitato amministratore.

Destinazione del rendimento del patrimonio

Come sostenuto da tempo dal Comitato amministratore nelle varie sedi di confronto istituzionale e come confermato dall’evoluzione normativa e giurisprudenziale, è stata introdotta una norma regolamentare che permetterà di destinare una parte dei rendimenti derivanti dalla gestione patrimoniale all’incremento dei montanti individuali, per avere future pensioni più sostanziose, e alla copertura di misure assistenziali a favore degli iscritti che potranno essere annualmente decise dal Comitato amministratore con un’apposita delibera, da sottoporre alla valutazione dei Ministeri vigilanti.

Adempimenti contributivi

Poiché la scadenza della presentazione della dichiarazione dei redditi al Fisco è stata in questi anni fissata a dopo l’estate, si è ritenuto opportuno posticipare la scadenza della comunicazione annuale dei redditi dei giornalisti professionisti all’Inpgi 2, attualmente fissata al 31 luglio, posticipandola al 30 settembre. Questo per permettere agli interessati di avere la certezza di conoscere la propria posizione reddituale.

Per evitare la sovrapposizione di date, la scadenza del versamento del contributo minimo in acconto, attualmente fissata al 30 settembre, verrà quindi anticipata al 31 luglio.

Le scadenze per il versamento dell’eventuale saldo rimangono invariate: 31 ottobre nel caso di saldo in unica soluzione oppure, in caro di versamento rateale, previsto in tre rate, il 31 ottobre per la prima, il 30 novembre per la seconda e il 31 dicembre per la terza.

Processo Sopaf, Camporese assolto con formula piena

Andrea CamporeseAndrea Camporese, ex presidente Inpgi e Adepp e vicepresidente europeo delle casse previdenziali dei professionisti della Ue, è stato assolto dalle accuse di truffa e corruzione dal Tribunale di Milano nel processo per la vicenda Sopaf. Una assoluzione con formula piena, “perché il fatto non sussiste”. Non sussistono, quindi, i fatti contestati e le accuse che per due anni sono state rilanciate contro di lui da un circo mediatico che ha coinvolto organi di stampa e colleghi giornalisti, molti dei quali alla (vana) ricerca di fortune politico-sindacali sulla pelle degli altri.
Non avevo dubbi che l’assoluzione sarebbe arrivata. Perché credo ostinatamente nella giustizia e odio processi mediatici e condanne a priori. Perché ho sempre sostenuto, in ottima e qualificata compagnia, l’inconsistenza e l’illogicità delle accuse, pur nel rispetto dell’obbligatorietà costituzionale dell’azione penale. Perché ho studiato i documenti messi a disposizione del pubblico, che qualcuno ha ripreso a stralci scollegati dal contesto e ne ha dato interpretazioni che per alcuni benevolmente posso definire fantasiose e incompetenti, per altri non esito a definire diffamatorie, delle quali mi auguro presto si occupi la giustizia. Perché conosco e apprezzo il valore e la competenza del personale che lavora per il nostro Istituto di previdenza e ne ammiro l’onestà e la rettitudine. Perché ho avuto la fortuna di conoscere Andrea: un professionista competente che ha portato per la prima e finora unica volta i giornalisti ai vertici della rappresentanza nazionale ed europea delle professioni, una persona onesta e trasparente, un presidente che ha saputo con dignità e capacità confrontarsi e sostenere l’urto degli attacchi di certa politica, dei governi di turno e di un mercato del lavoro in caduta libera.
Sono stati due anni in cui Andrea ha sopportato, in silenzio e senza mai cercare di sfuggire alla giustizia, il peso di accuse e attacchi diffamatori che non si augurerebbero neanche al peggior nemico. Perché segnano l’anima e il corpo nel profondo. E non c’è purtroppo ristabilimento di verità che possa cancellare il male subito, le vergognose cattiverie, e che possa restituire quelle opportunità di continuare a svolgere un ruolo competente e utilissimo per la categoria che è stato irrimediabilmente compromesso dall’eco artificiosamente data dai detrattori in cerca di visibilità a una vicenda palesatasi da subito come marginale e debole rispetto al complesso di un’inchiesta giudiziaria molto più ampia.
Ora mi attendo dai tanti colleghi giornalisti “moralizzatori” lo stesso fiume in piena di commenti alimentato a suo tempo a sostegno delle tesi del PM, nonostante la logica dei fatti. Ma forse basterebbe una parola, “scusa”, che temo sia sconosciuta ai moralizzatori e ai leoni da tastiera.

Massimo Marciano

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Morto Scarlata, protagonista delle lotte dei giornalisti italiani

orlando-scarlataE’ morto ieri a Palermo a 86 anni Orlando Scarlata, a lungo impegnato ai vertici degli istituti di categoria dei giornalisti italiani e protagonista delle lotte per la difesa del lavoro, della libertà di stampa e della sua Sicilia, terra d’adozione in cui ha trascorso la sua vita e dove ha lavorato.
E’ stato uno dei “monumenti” della professione che noi giovanotti di quel tempo vedevamo come punto di riferimento. Ai suoi cari un abbraccio affettuoso.
Massimo Marciano

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Saluto a un vecchio amico

di Sergio Raimondi (*)

D’accordo non era certo più giovane, da tempo la sua salute era malferma anche se fino a qualche anno fa questo non gli impediva di fare quello che aveva fatto per una vita: lottare e impegnarsi per tutti, tutti, i giornalisti. Orlando Scarlata se ne è andato portando con sé una gran parte della storia di quelli della mia generazione ma non solo. E portando con sé una dimensione umana che questi tempi sempre più perdono o disconoscono.
Lollone è stato un protagonista ma soprattutto un amico. Qualcuno dirà che amava il potere, essere ovunque e sempre. E in parte è vero. Ma la sua dimensione era diversa: nel sindacato dei giornalisti non fu mai tenero con gli editori tutti e riceveva rispetto. Non cercava patti ma mediazioni ragionevoli.
Al vertice di Inpgi e Casagit gli riuscì di risanare bilanci malandati per via di cattive amministrazioni nonostante fossero anni di floridita’.
Di avversari, se non nemici, ne aveva tanti. Ma tutti sapevano che in caso di bisogno la porta di Lollone sarebbe stata sempre aperta, il suo aiuto non lo avrebbe mai negato a nessuno.
Lo sperimentai anche io che a volte gli fui alleato e molte altre avversario. Ma sempre amici, veri e leali. Una volta un collega e compagno di battaglie conio’ per me una delle sue definizioni fulminanti: ero uno “scarlattocomunista”. Fulminante e vera. Epici gli scontri di Lollone con un altro gigante, Etrio Fidora: nemici-amici. Uno democristiano l’altro comunista: si imparava da entrambi.
Nelle lunghe riunioni Lollone si addormentava. Russava. Ma se dal podio l’oratore di turno diceva qualcosa di strano, lui si svegliava come per incanto, come avesse seguito il filo di ogni intervento. E balzava su con le sue analisi, lucidi e puntuali.
Non lo vedevo da tempo. Spero se ne sia andato così, a modo suo: dormendo lucidamente.
Ciao Lollone, caro vecchio amico.

(*) giornalista siciliano

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http://www.giornalistitalia.it/morto-il-giornalista-orlando-scarlata/

Stampa romana: l’intervento di Massimo Marciano all’assemblea degli iscritti

Massimo Marciano
L’intervento di Massimo Marciano, curatore di Riformagiornalisti.it, all’assemblea degli iscritti all’Associazione Stampa Romana del 28 marzo 2017 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma:
https://www.radioradicale.it/scheda/504207?i=3690063

Ordine: si è dimesso da presidente nazionale Enzo Iacopino

Il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, si è dimesso dal suo incarico. La notizia è stata data poco fa dall’Ansa. Questo il testo diramato dall’agenzia:

enzo-iacopino++ Iacopino si dimette da presidente Ordine Giornalisti ++
‘Ho deciso un anno fa di lasciare dopo la legge sull’editoria’
(ANSA) - ROMA, 16 MAR - Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino si e’ dimesso. La decisione e’ stata comunicata questa mattina al termine del Consiglio. “Considero concluso il mio mandato - spiega all’ANSA - Era una decisione presa quasi un anno fa: volevo completare il percorso della legge sull’editoria, ora siamo alla fase del decreto attuativo”.
Sara’ il vicepresidente Santino Franchina a prendere l’interim e a convocare entro 15 giorni il Consiglio per l’elezione del nuovo presidente. (ANSA).

(ANSA) - ROMA, 16 MAR - Iacopino ha spiegato che “le dimissioni saranno effettive dopo aver espletato alcuni adempimenti”, probabilmente entro lunedi’. “Considero chiuso il mio mandato - ha aggiunto - ci sono colleghi che sapranno gestire egregiamente l’impegno necessario”.

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