Lavoro: quesiti - A chi rivolgersi in caso di licenziamento senza giustificato motivo

Il quesito di N. D. B.:

Ho ricoperto da agosto a fine gennaio il ruolo di addetto stampa presso una società di calcio con una scrittura privata in cui mi si garantivano €12000 fino al 30/06/2010. Il 27 gennaio sono stato licenziato senza alcuna motivazione. Cosa posso fare?

Sono giornalista pubblicista.

La risposta di Massimo Marciano:

Caro collega,

ti consiglio di rivolgerti allo sportello sindacale della tua Associazione regionale di stampa. Attraverso di essa potrai chiedere alla società l’adempimento dell’obbligo sottoscritto per via bonaria e, se necessario, essere assistito legalmente qualora la società non intendesse adempiere.

Ogni Associazione regionale fornisce questi servizi ai propri iscritti, indipendentemente dal fatto che si sia iscritti all’Ordine come professionista o pubblicista. L’elenco delle Associazioni regioni lo si può trovare nel menù a sinistra nella home page del sito della Federazione nazionale della stampa italiana (www.fnsi.it) cliccando sulla voce “Assostampa”

Per gli sviluppi del tuo contatto con l’Associazione, se vuoi, tienimi informato: potremmo valutare insieme gli ulteriori passi da fare.

Inpgi 2: quesiti - Giornalista direttore e proprietario di una testata, codice della partita Iva ed Ente previdenziale competente

Il quesito di A. L.:

Buongiorno e complimenti per questa notevole iniziativa, fonte di informazioni illuminanti. Spero mi possa aiutare a far luce sulla mia situazione - visto che nessuno sembra in grado.

Sono giornalista pubblicista e direttore responsabile di una testata on line che nei prossimi giorni diverrà di mia proprietà. Ci collaborano a titolo gratuito - a cominciare da me - diverse persone (visto che il sito web non produce utili). Ma c’è l’ardita speranza che le cose possano cambiare in un futuro non troppo remoto, grazie a dei proventi pubblicitari.

Le due domande, quindi:

1) dovendo aprire partita Iva in quale delle diverse posizioni mi debbo “infilare”: giornalista o editore?

2) In entrambi i casi, in presenza di reddito, posso iscrivermi all’Inpgi 2, trattandosi comunque di attività legata alla produzione di contenuti giornalistici, oppure a quale altro Ente previdenziale debbo far capo?

La ringrazio per la sua cortese risposta

La risposta di Massimo Marciano:

Caro collega,

grazie mille per i complimenti: sono un’ottima benzina per continuare a far marciare questo sito. Quanto alle tue domande, procediamo secondo il loro ordine:

1. Divenendo proprietario della testata, immagino che dovrai fatturare della pubblicità e/o servizi di fornitori. In questo caso la fatturazione dovrebbe essere fatta con un codice Iva coerente (editoria oppure servizi), mentre il codice Iva come giornalista sarebbe utilizzabile nel caso tu lavorassi solo come libero professionista per conto di altre testate, privati o enti pubblici.

2. Nel caso in cui tu aprissi la partita Iva come giornalista libero professionista, in presenza di un reddito saresti obbligato ad aprire entro 30 giorni la posizione all’Inpgi 2. Aprendo la partita Iva per editoria o servizi, come proprietario della testata, dovresti iscriverti alla gestione commercianti dell’Inps.

In conclusione, l’ente di previdenza competente è sempre quello relativo al tipo di attività svolta: Inps come proprietario della testata che fattura pubblicità, oppure Inpgi 2 se si tratta solo di libera professione giornalistica.

Inpgi 2 : quesiti - Le docenze in corsi di giornalismo sono soggette al versamento contributivo

Il quesito di F. S.:

Ho alcuni dubbi sulla mia posizione previdenziale. Il 1 agosto 2009 si è concluso il mio periodo di praticantato e, contemporaneamente, mi sono dimessa dopo quasi quattro anni di lavoro presso un settimanale. Ovviamente l’editore ha versato i contributi solo per i 18 mesi di praticantato. Dal 4 dicembre 2009 sono iscritta all’albo dei professionisti. In questi ultimi mesi ho tentato - per ora senza successo - di lavorare come freelance.

Per quanto riguarda il 2010, avrò guadagnato più di 5.000 euro ma non svolgendo attività strettamente giornalistica (traduco per un giornale e insegno nell’ambito di un master di giornalismo): devo iscrivermi comunque all’Inpgi 2?

La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

l’iscrizione all’Inpgi 2 è obbligatoria solo quando, oltre ad essere iscritti all’Ordine dei giornalisti, si ha un reddito che deriva da rapporti di collaborazione di qualunque natura. Quindi il lavoro giornalistico subordinato, com’è quello del praticante, e le collaborazioni di natura non giornalistica, com’è quella della traduzione, non comportano iscrizione all’Inpgi 2.

Diverso è il caso della docenza di giornalismo. Spesso le docenze, anche quelle di quel tipo svolte da giornalisti, vengono trattate dai committenti come attività non giornalistiche, perché ritenute solo di insegnamento, come quelle di altre materia. Ma si tratta di un’attività di insegnamento che presuppone una adeguata competenza professionale del docente, che la svolge in quanto giornalista (e non potrebbe altrimenti).

In quest’ultimo caso la docenza si configura come attività giornalistica, per cui comporta l’obbligo dell’iscrizione all’Inpgi 2 e del versamento dei relativi contributi secondo le modalità relative alla tipologia del rapporto di collaborazione: a cura del committente se si tratta di un rapporto di co.co.co., a cura del giornalista negli altri casi.

Per approfondire alcuni dei punti trattati, vedi anche questi precedenti articoli:

Inpgi 2: quesiti - Quali tipologie di contratto comportano l’iscrizione alla Gestione separata

Inpgi 2: quesiti - In assenza di reddito non è obbligatoria né possibile l’iscrizione

Inpgi 2: quesiti - Non è obbligatoria l’apertura della partita Iva per le collaborazioni giornalistiche

Morto Amedeo Vergani, noto fotoreporter e alfiere di tante battaglie sindacali

Amedeo Vergani (foto dal sito www.lsdi.it)Quando scompare un amico, senti che qualcosa ti mancherà sempre da oggi in poi. Perché Amedeo Vergani, prima ancora che valente fotoreporter e portabandiera di tante battaglie sindacali per la difesa di freelance e giornalisti dell’informazione visiva, prima di tutto era un amico. Mio amico. Amico di tanti di noi. Ci mancheranno come qualcosa di essenziale il suo contributo, le sue argute riflessioni, i suoi appassionati interventi dai quali sempre traspariva la profondità della preparazione.

Amedeo è morto all’improvviso, nel sonno nella sua casa di Merone di Como, all’alba del primo maggio all’età di 65 anni. Una data, quella in cui ci ha lasciato, festa dei lavoratori, che appare significativa del suo impegno sindacale, testimoniato fino all’ultimo. Si è speso con tutte le sue energie, nella Fnsi e nell’Associazione lombarda dei giornalisti, per battaglie di libertà e dignità, non solo a favore dei tanti che nel nostro Paese esercitano la professione di giornalista senza garanzie né tutele, ma anche e soprattutto per una informazione veramente libera da legacci, ricatti, pressioni: una informazione di cui si sente sempre più bisogno in Italia oggi.

Ho conosciuto Amedeo grazie alla nostra comune frequentazione delle riunioni sindacali alla Federazione nazionale della stampa italiana: abbiamo parlato, ci siamo confrontati e condotto battaglie comuni per la dignità dei giornalisti freelance e per quelli dell’informazione visiva.

Questi ultimi, in particolare, sono stati oggetto di un impegno al quale Amedeo si è dedicato in maniera costante e preparata. E con profonda gratitudine ricordo i suoi contributi, i suoi studi, i suoi scritti e le nostre lunghe e appassionate telefonate attraverso cui ci siamo confrontati, fin da prima della sua nascita, sull’Inpgi 2, che entrambi abbiamo sempre considerato la casa comune per le tutele dei tanti colleghi che lavorano senza le garanzie di un contratto di lavoro.

Amedeo mi mancherà, ci mancherà. So che mi chiederò, prima di prendere una decisione, di esprimere un’idea, cosa ne avrebbe pensato Amedeo. Sicuramente la cosa che lui desidererebbe soprattutto è essere ricordato attraverso la continuità della nostra azione sindacale. Ed è quello che tutti noi che l’abbiamo conosciuto siamo chiamati a fare da oggi.

Alla mamma di Amedeo, alla moglie, ai suoi tre figli e a tutti i suoi cari invio un abbraccio affettuoso.

Massimo Marciano


Il ricordo di Amedeo Vergani sul sito di

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Butturini (Asr): “Mobilitazione per la libertà di informazione”



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Dichiarazione del segretario dell’Associazione stampa romana, Paolo Butturini:

C’è chi, come Gianfranco Miccichè, minaccia i cronisti (il collega Francesco Viviano de La Repubblica). C’è chi, come Augusto Minzolini, rimuove un caporedattore centrale (Massimo De Strobel)  e tre conduttori del Tg1 (Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario) per “militarizzare” la testata. C’è chi licenzia un giornalista in spregio alla legge e agli accordi sindacali, è successo a Il Giorno. Ci sono decine di giornalisti minacciati ogni giorno dalla criminalità. Si penalizzano economicamente i collaboratori rendendoli ancor più precari e ricattabili di quanto siano. C’è, infine, chi si prepara a fare le cose in grande stile, ovvero il ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano, che accelera sul “Ddl intercettazioni” per mettere il definitivo bavaglio alla libertà di informazione.

L’elenco è parziale, ma sufficiente a dimostrare che in Italia è in atto un attacco senza precedenti al diritto dei cittadini a essere correttamente informati. Non è cosa alla quale si possa rispondere con un comunicato. Non è argomento che dipenda da questa o quella maggioranza politica. Ci vuole un altro “3 ottobre”, occorre unire le forze politiche e sociali, i cittadini, le associazioni, di qualsiasi schieramento, che abbiano a cuore la democrazia. E’ il momento di un’assunzione di responsabilità di tutti gli organismi della categoria che devono parlare ai cittadini, loro unico editore di riferimento.

In tutto questo è incomprensibile l’atteggiamento del vertice nazionale dell’Ordine dei Giornalisti che, forse distratto dalle imminenti elezioni e dai giochini di potere di questo o quel capo corrente, non si accorge di ciò che sta accadendo. Il rischio è che chiunque sia eletto governi una professione privata del suo fondamento vitale: la libertà.

La sola Fnsi e alcune Associazioni regionali, sembrano aver compreso l’importanza della posta in gioco. Per questo, come segretario dell’Associazione Stampa Romana, chiedo al presidente Roberto Natale di convocare un Consiglio nazionale straordinario, al segretario generale Franco Siddi di organizzare una sessione straordinaria della Consulta Nazionale dei Cdr e dei Fiduciari che abbiano al centro il tema della difesa della libertà di informazione e le iniziative che i giornalisti italiani vogliono intraprendere. Chiedo al segretario generale di investire della questione, come già ha fatto in passato, anche gli organismi europei dei giornalisti. Occorre organizzare una resistenza democratica, pacifica ma ferma, mettere in conto una disobbedienza civile, in nome dei valori dell’articolo 21 della Costituzione.

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