Stabilizzazione co.co.co.: un’opportunità per regolarizzare migliaia di precari

Finalmente approvata dal governo la proposta dell’Inpgi di estendere ai giornalisti la stabilizzazione dei rapporti co.co.co, attraverso la loro trasformazione in contratti di lavoro subordinato, c’è ora tempo fino al 15 agosto prossimo per i necessari accordi sindacali con le aziende, che vanno sottoscritti dalle Associazioni regionali di stampa con l’apporto dei comitati di redazione.

In qualità di vicefiduciario per il Lazio dell’Inpgi ho partecipato nei giorni scorsi all’Istituto a un seminario sull’applicazione della normativa relativa alla stabilizzazione dei rapporti co.co.co. in ambito giornalistico. Vi metto a disposizione delle slides che ci sono state fornite nell’occasione, perché credo sia importante che tutti noi, in qualche modo, siamo infornati di questa opportunità.

Si tratta, in estrema sintesi, di un provvedimento, ottenuto dopo un anno di insistenza dell’Inpgi presso il governo, dell’applicazione di alcune norme riguardanti l’Inps anche ai giornalisti iscritti alla Gestione separata Inpgi. Questa normativa permette, a determinate condizioni, la trasformazione dei co.co.co. in contratti di lavoro subordinato, previa un’intesa a livello regionale (entro il 15 agosto prossimo) tra gli editori e l’associazione regionale di stampa competente per territorio. Il vantaggio per gli editori sta nel fatto che accettando l’accordo verrebbero scongiurati eventuali sanzioni e contributi da versare in caso di riconoscimento giudiziale del rapporto di lavoro subordinato negli anni precedenti (dal 1996 a oggi).

Ma perché il sindacato possa efficacemente condurre la trattativa, è necessario conoscere le situazioni lavorative dei singoli colleghi. Propongo, quindi, un censimento dei co.co.co. sparsi per la penisola, chiedendo loro di compilare un modulo che ho pensato di predisporre per favorire il censimento e che è possibile scaricare a questo link. Chiedo, dopo aver compilato il modulo in Word, di rispedirmerlo a info@riformagiornalisti.it con l’autorizzazione a trasmetterlo all’Associazione regionale competente, indicandomi a questo scopo, quindi, la regione in cui si lavora.

Certo, la trattativa per la stabilizzazione del maggior numero possibile di co.co.co. non sarà né breve né facile. Ma è un’opportunità che penso debba essere perseguita con tutte le forze per continuare la battaglia contro il dilagante precariato che colpisce la professionale giornalistica. Per questo è importante che questo appello raggiunga tutti in ogni parte d’Italia.

Grazie a chi mi aiuterà nella diffusione di queste informazioni.

Massimo Marciano

Fnsi: una rappresentanza istituzionale per i freelance nel sindacato dei giornalisti

La Federazione nazionale della stampa italiana comunica:

“Da oggi i giornalisti freelance hanno la loro rappresentanza sindacale permanente all’interno della Federazione nazionale della stampa italiana. Il Consiglio nazionale, su proposta della Giunta esecutiva, ha infatti approvato la costituzione della Commissione lavoro autonomo.

La nuova Commissione sarà articolata anche a livello regionale, e verrà eletta direttamente dai colleghi freelance. La Commissione opererà in stretto collegamento con la Giunta esecutiva e la Segreteria nazionale della Fnsi per tutte le attività di tutela degli interessi professionali, contrattuali, previdenziali e assistenziali dei lavoratori autonomi.

Il Consiglio nazionale ha inoltre confermato l’Assemblea nazionale dei freelance, conferendole nuovi compiti, e ha varato l’istituzione di Assemblee regionali dei giornalisti lavoratori autonomi.

La decisione assunta oggi risponde alle richieste giunte dai colleghi freelance di tutta Italia, che hanno chiesto - nel corso di numerose riunioni organizzate dalla Fnsi e dalle Associazioni regionali a livello nazionale e locale - una rappresentanza sindacale di freelance nella forma di una struttura permanente all’interno della Federazione.”

Inpgi 2: quesiti - Gli adempimenti appena iscritti all’Ordine dei giornalisti

Il quesito di S. M.:

Gentile Massimo,

le scrivo per avere ragguagli sulla mia futura posizione previdenziale relativamente alla gestione separata.

Mi sono appena iscritta all’Albo dei Pubblicisti e devo adesso regolarizzare la mia iscrizione alla gestione separata, che ho capito essere obbligatoria.

Ho però un dubbio sul tipo di contratto: da due anni, quelli che mi sono serviti a raggiungere la quota di articoli per l’iscrizione all’ordine, lavoro per lo stesso editore, prima con contratto di collaborazione occasione e poi con contratto a progetto di un anno, rinnovato di volta in volta.

Leggendo varie informazioni reperite su Internet mi sono venuti non pochi dubbi:

1) Il contratto a progetto non sembra afferire alla tipologia di lavoro giornalistico. Mi sbaglio? Come risolvere il problema? Non devo iscrivermi alla gestione separata?

2) Il versamento dei contributi nel mio caso spetta interamente all’editore come previsto dalle ultime norme entrate in vigore nel 2009?

3) Pur risultando pubblicista, dunque è sottinteso che io svolga un altro lavoro principale, al momento non ho attiva un’altra posizione previdenziale perché non supero la quota minima annua per la dichiarazione dei redditi. Può essere un problema? Devo iscrivermi all’Inps anziché all’Inpgi?

4) A chi posso rivolgermi per avere una consulenza specifica sulle questioni contributive? I Caf sono in grado di fornirmi assistenza nell’iter?

Grazie per l’impagabile servizio che ci offre.

La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

grazie innanzitutto per le cose belle che scrivi: cerco semplicemente di mettere la mia esperienza maturata nei miei incarichi nell’Inpgi a disposizione di tutti i colleghi. Cercherò di rispondere ai tuoi quesiti uno per uno.

1) Secondo la cosiddetta “legge Biagi” la tipologia di contratto a progetto non può essere applicata agli iscritti agli Ordini professionali, per i quali vanno stipulati contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Talvolta i committenti, per scarsa conoscenza delle norme che riguardano gli iscritti agli Ordini e i giornalisti in particolare, denominano il contratto “a progetto” anche quando ha oggetto una prestazione giornalistica prestata da un iscritto all’Albo (elenco professionisti o elenco pubblicisti non fa differenza). Quindi, in questi casi siamo nel campo dei co.co.co. e l’iscrizione alla Gestione separata dell’Inpgi è obbligatoria, ma la deve fare il committente, non il giornalista. I relativi contributi all’Inpgi 2 il committente li deve versare entro il 16 del mese successivo al pagamento della prestazione.

2) Sì, come ho spiegato rispondendo alla domanda precedente.

3) Per l’Inpgi e per le norme sulla previdenza non c’è differenza tra pubblicisti e professionisti: tutti i giornalisti (e anche coloro che sono iscritti al registro nei praticanti) devono versare i propri contributi all’Inpgi se svolgono un lavoro giornalistico. Se questo lavoro non è esclusivo, come succede per i pubblicisti, per la quota di reddito non inerente l’attività giornalistica sono competenti altri istituti di previdenza, a seconda del tipo di lavoro. Nel tuo caso, non avendo redditi assoggettabili a contribuzione all’Inps, l’iscrizione a questo Ente non è dovuta (e non è possibile, in assenza di reddito assoggettabile).

4) Non tutti i Caf sono preparati sulle questioni previdenziali dei giornalisti. Puoi rivolgerti all’ufficio di corrispondenza regionale dell’Inpgi della tua regione di residenza professionale. L’elenco degli uffici e i relativi recapiti li trovi a questo link. Se sei residente professionalmente nel Lazio, puoi fare riferimento a me, che come vicefiduciario dell’Inpgi per il Lazio curo uno sportello informativo per i colleghi il martedì mattina, dove per ogni necessità possiamo anche incontrarci di persona. Ovviamente, puoi fare comunque riferimento a me, attraverso il contatto che abbiamo creato in questa occasione, anche se risiede in un’altra regione: sono a disposizione.

Inpgi 2: quesiti - Dove vanno i contributi per l’attività editoriale

Il quesito di P. P.:

Sto per iniziare un’attività editoriale che avrà, oltre la regolare iscrizione al tribunale, anche l’iscrizione alla camera di commercio con apertura di partita Iva; l’iscrizione alla camera di commercio comporta automaticamente l’iscrizione all’inps e il conseguente versamento trimestrale dei contributi.

Se io già verso i contributi all’Inpgi (pubblicista iscritto) devrò versare anche i contributi all’Inps?

Come si può evitare di versare anche i contributi all’Inps fermo restando l’iscrizione alla camera di commercio dell’attività editoriale?

La risposta di Massimo Marciano:

Caro collega,

si tratta di due tipologie di reddito diverse, che quindi comportano due diverse casse previdenziali come riferimento pensionistico. Il reddito derivante dall’attività con partita Iva registrata alla Camera di commercio è reddito d’impresa, e quindi soggetto a contribuzione alla gestione commercianti dell’Inps. Il reddito derivante dalle collaborazioni autonome giornalistiche di un iscritto all’Ordine dei giornalisti, invece, è reddito professionale e pertanto è soggetto a contribuzione alla gestione separata dell’Inpgi.

Ovviamente i due versamenti di contributi, facendo riferimento a diverse tipologie di reddito, sono relativi a lavori di natura diversa fra loro e quindi entrambe le contribuzioni sono dovute. Trattandosi di due lavori diversi, avrai di conseguenza due pensioni di diversa natura: una liquidata dall’Inps, l’altra dall’Inpgi 2.

Se la totalità dei tuoi redditi dovesse derivare dalle collaborazioni prestate in materia giornalistica per una società di cui anche tu dovessi fare parte, ma senza percepire dividendi, ci sarebbe un’unica contribuzione all’Inpgi 2.

Inpgi 2: quesiti - Le scadenze per il versamento dei contributi e la comunicazione reddituale

Il quesito di R.C.: 

Per un ritardo nei versamenti all’Inpgi 2 ho dovuto pagare delle sanzioni. Vorrei evitare che ciò accada in futuro e a tale scopo ho cercato informazioni aggiornate degli adempimenti sul sito Inpgi, dove però mi sono un po’ persa. Provo a riassumere quanto mi è sembrato di capire:

- la comunicazione reddituale per il 2009 andrà inviata a luglio 2010

- i contributi dovuti per il 2009 verranno pagati a mezzo di una modulistica inviata direttamente dall’Inpgi. Giusto?

Inoltre mi chiedo:

- sarò tenuta al pagamento del contributo minimo anche se nel 2009 non avrò avuto redditi di tipo giornalistico?

- entro quando va versato l’anticipo?

Non so se puoi rispondere via email… se così non è, esiste un numero di telefono che io possa chiamare per avere queste info?

La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

la comunicazione reddituale per il 2009 andrà fatta all’Inpgi 2 entro il 31 luglio 2010 per via telematica, accedendo con login e password che sono state fornite a ogni iscritto all’area riservata con i dati personali.

Il pagamento dei contributi (sia l’acconto di settembre sia il saldo dell’ottobre dell’anno successivo) può essere fatto o attraverso il modello F24/Accise, che permettere di portare in compensazione eventuali crediti con l’Erario, o attraverso bonifico bancario, entrambi o in banca, o alla posta oppure online. L’inpgi 2 non invia più, quindi, i bollettini di pagamento che inviava negli anni scorsi. I pagamenti vanno fatti direttamente dai giornalisti alle scadenze stabilite, secondo lo schema temporale che segue.

Entro 30 settembre va versato il contributo minimo in acconto sull’anno in corso; quando entro il 31 luglio si fa la comunicazione reddituale online come visto sopra, la schermata finale dà al giornalista il rapporto con la scadenza (o le scadenze nel caso sia stata richiesta nel corso dell’operazione la rateizzazione) e l’importo del pagamento del saldo; alla scadenza si versa il saldo (il 31 ottobre in caso di versamento in unica soluzione; il 31 ottobre, il 30 novembre e il 31 dicembre in caso di versamento rateale).

L’acconto del 2009 dovresti averlo già versato entro il 30 settembre scorso: ad anno avviato sei considerata in attività. Qualora si preveda di non avere reddito da collaborazioni autonome giornalistiche nel corso dell’intero anno solare, se non interessa avere la continuità della posizione previdenziale attraverso il versamento del solo contributo minimo di settembre si può dichiarare all’Inpgi 2, tramite un apposito modulo da spedire all’Inpgi 2 o da consegnare all’ufficio di corrispondenza regionale di competenza entro i primi dell’anno di riferimento, la sospensione dell’attività professionale autonoma. La posizione quindi rimane “congelata” fino al raggiungimento dei requisiti di età per la pensione o fino a quando non si riprende l’attività, la cui ripresa va comunicata entro 30 giorni con le stesse modalità viste per la sospensione.

Ulteriori informazioni le puoi reperire su questo sito, oppure scrivendo all’Inpgi 2 all’e-mail gestione_separata@inpgi.it o telefonando ai recapiti pubblicati sul sito dell’Inpgi.

E-mail certificata, una convenzione per i giornalisti iscritti all’Inpgi

L’Inpgi ha stipulato una convenzione con la Società GestioniDoc Srl-Partner InfoCert al fine di permettere, ai giornalisti iscritti all’Istituto, l’attivazione di una casella di posta elettronica certificata (Pec) a condizioni agevolate. Il canone annuale per una casella Pec Legalmail, riservato agli iscritti Inpgi, è di euro 13 più Iva (ovvero euro 15,60 Iva compresa), anziché di euro 25 più Iva, costo di listino.

Per informazioni e per aderire alla convenzione, occorre collegarsi a questo link.

Inpgi: «La stabilizzazione dei co.co.co. è urgente e necessaria»

Nella sua riunione del 26 novembre scorso, il Consiglio generale dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani ha approvato un ordine del giorno in cui si esprime preoccupazione per il ritardo nell’approvazione, da parte dei ministeri competenti, delle norme sulla stabilizzazione dei co.co.co. approvate ormai diversi mesi fa dall’Istituto.

Questo è il comunicato dell’Inpgi sull’approvazione dell’ordine del giorno:

«Il Consiglio Generale dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani ha espresso unanimemente preoccupazione per la mancata approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti della delibera del Consiglio di Amministrazione, datata 29 gennaio 2009, in materia di stabilizzazione dei Collaboratori Coordinati e Continuativi.

Tale delibera, che discende dall’applicazione del Protocollo sul Welfare, sottoscritto due anni fa dall’allora Ministro Damiano, dall’Inpgi, dalla Fnsi e dalla Fieg, riveste un ruolo ancor più rilevante nel momento della grave crisi che attraversa il mondo editoriale italiano. La possibilità di prevedere l’assunzione, a tempo determinato o indeterminato, di giornalisti collaboratori, vedendo azzerati eventuali sanzioni, interessi e contributi pregressi rilevati in sede ispettiva, interessa una platea potenziale che sfiora le mille unità.

Appare urgente e necessario – sottolinea il Consiglio Generale - veder approvata una deliberazione che discende da una norma generale di legge volta a tutelate e stabilizzare il lavoro parasubordinato.

L’accordo contenuto nel citato Protocollo è già stato completamente recepito e applicato dall’Inpgi, dopo l’approvazione dei Ministeri Vigilanti, attraverso la modifica sostanziale dell’intero impianto del sistema delle aliquote contributive e delle tutele sociali a favore dei Co.Co.Co. Agli Editori non è stato concesso lo sgravio fiscale, previsto dallo stesso Protocollo, a parziale ristoro dei maggiori costi sostenuti nel nuovo sistema. Il Consiglio Generale ritiene che vada riaffermata la coerenza complessiva dell’accordo attraverso la sua applicazione integrale.

Risulta infine auspicabile e urgente un parere interpretativo che permetta all’Inpgi di applicare le norme previste nel Decreto Anticrisi per il sistema generale del lavoro italiano. In particolare si ritiene importante concedere all’Istituto la possibilità di elevare dal 60% all’80% della quota persa di retribuzione, l’erogazione a favore dei giornalisti interessati dall’ammortizzatore della Solidarietà, come accade per le altre categorie di lavoratori».

Inpgi 2: quesiti - Le tipologie di lavoro giornalistico autonomo e il questionario della Gestione separata

Il quesito di R. C.:

Volevo sapere due cose:

1) L’Inpgi 2 ha mandato una lettera in cui ci chiede di dichiarare che tipo di attività giornalistica svolgiamo. Io svolgo attività sia con contratti di cococo che libero-professionale. Non ho partita Iva. Dovrei rientrare nel punto 3 del modulo, però mi chiede anche di scrivere da quando a quando svolgo l’una e l’altra attività: non si possono svolgere in contemporanea? Posso scrivere in tutti e due i campi “dal 1 gennaio 2009″ (la dichiarazione non è richiesta per le attività svolte prima)?

2) Dall’anno prossimo avrò, oltre a un contratto di cococo che continua, altre collaborazioni. Posso prevedere di svolgere queste ultime con diritto d’autore, o è meglio aprire partita Iva? E nel caso, quanto prende il vostro commercialista per seguire le partite Iva?

La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

per quanto riguarda il quesito 1 va bene scrivere, per lo svolgimento contemporaneo di entrambe le attività, “dal 1° gennaio 2009″ perché effettivamente è richiesto di specificare la data a partire da quest’anno. La motivazione è che dal 2009 è entrata in vigore l’applicazione del cosiddetto “pacchetto welfare”, ovvero le norme sul lavoro contenute nella Finanziaria 2008, ai giornalisti iscritti all’Inpgi 2, per cui da quest’anno sono i committenti (e non più i giornalisti) a versare i contributi dei co.co.co. alla Gestione separata.

Per questo motivo l’Inpgi 2 ha necessità di sapere se si svolge l’attività professionale con contratto (o contratti) di co.co.co. oppure no, o se sussistono contemporaneamente (è possibile, come dici tu) rapporti co.co.co. e di altra natura. Serve di saperlo perché così l’Inpgi 2 sa se deve riscuotere i contributi dal giornalista o da un’azienda (o più aziende), o da ognuno per la quota parte che gli spetta.

L’attività libero-professionale a cui si riferisce l’Inpgi 2 è quella svolta con partita Iva. Se non hai partita Iva, puoi svolgere l’attività professionale autonoma (non co.co.co. e non libero-professionale) attraverso le formule della collaborazione occasionale o della cessione del diritto d’autore. In tutti i casi fuori dal co.co.co., il committente corrisponde al giornalista un contributo previdenziale integrativo del 2% sul corrispettivo lordo di ogni prestazione, che poi il giornalista girerà all’Inpgi 2 insieme alla quota che spetta a lui versare: il 10% sul reddito professionale netto che risulta dalla dichiarazione dei redditi. Se tu non hai partita Iva (non è obbligatoria), puoi svolgere l’attività giornalista autonoma, oltre che sotto forma di co.co.co., anche come collaborazioni occasionali o cessione del diritto d’autore.

Quindi, la risposta al quesito 2 è che non sei obbligata ad aprire la partita Iva, a meno che tu non lo valuti conveniente in ragione delle entrate previste e della possibilità di scaricarti le spese connesse con l’attività professionale. La consulenza del commercialista è uno dei servizi che il sindacato dei giornalisti offre ai suoi iscritti nelle sue sedi regionali. Per quanto riguarda i giornalisti del Lazio, l’Associazione stampa romana ha una convenzione con uno studio professionale a favore dei propri iscritti. Per i termini di tale convenzione devi informarti all’ufficio cassa dell’Associazione.

Ordine: quesiti - Le condizioni per il praticantato di un pubblicista freelance

Il quesito di S. C.:

Sono una pubblicista. Sto valutando l’ipotesi di iscrizione all’albo dei professionisti. Si può accedere all’esame da freelance e non come praticante?

La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

per quanto riguarda l’accesso di un pubblicista freelance all’esame di Stato per l’iscrizione all’elenco professionisti, occorre comunque passare attraverso il riconoscimento del praticantato giornalistico, sia pure come freelance.

A questo proposito, ti segnalo le faq sul sito dell’Ordine nazionale, tra le quali riporto la seguente, che ti interesserà sicuramente:

  • Sono un freelance. Posso diventare giornalista professionista?
  • Chi è già iscritto all’Albo come pubblicista e svolge attività giornalistica da almeno tre anni, con rapporti di collaborazione coordinata e continuata, con una o più testate qualificate allo svolgimento della pratica giornalistica (free lance), può chiedere al Consiglio regionale dove risiede, l’iscrizione al Registro dei praticanti. Il freelance che chiede l’iscrizione al Registro dei praticanti deve attestare, prima dell’esame di idoneità professionale, di aver frequentato i seminari organizzati dal Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti e gli eventuali corsi di formazione organizzati dai Consigli regionali. Per gli iscritti al registro dei praticanti è obbligatoria, inoltre, l’iscrizione all’Istituto di previdenza. Per ulteriori informazioni, si consiglia di consultare l’Ordine regionale competente in base alla residenza o al domicilio. 

Inpgi 2: quesiti - Quali tipologie di contratto comportano l’iscrizione alla Gestione separata

Il quesito di S. C.:

Le scrivo per avere maggiori chiarimenti in merito all’iscrizione all’Inpgi. Io sono iscritta nell’elenco dei giornalisti pubblicisti dal 2004 ma non all’Inpgi. In questi anni ho infatti avuto contratti quasi sempre a termine o a progetto che prevedevano come posizione previdenziale Enpals o Inps. Dallo scorso gennaio ho iniziato una collaborazione occasionale, trasformata poi in cessione diritto d’autore, con un semestrale che regolarmente mi consegna ricevute dei compensi. Vorrei quindi sapere se ci sono ora le condizioni per l’iscrizione all’Inpgi.

La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

occorre innanzitutto capire cosa intendi quando dici che i tuoi contratti precedenti prevedevano una contribuzione all’Inps o all’Enpals. Se così è effettivamente, vuol dire che non hai svolto lavoro giornalistico, ma di altra natura, e questo non comporta l’iscrizione all’Inpgi. Ma se, per ipotesi, la contribuzione è stata stabilita “d’autorità” dai tuoi datori di lavoro, che ti hanno chiesto di svolgere lavoro giornalistico (articoli, uffici stampa, sevizi giornalistici di varia natura…) in quanto iscritta all’Ordine ma hanno dirottato i tuoi contributi ad altri enti, è stata una procedura scorretta: avresti dovuto tu, per le collaborazioni giornalistiche successive alla tua iscrizione all’Ordine, iscriverti alla Gestione separata Inpgi e versare sempre tu i contributi, mentre ai tuoi datori di lavoro spettava di corrisponderti il contributo integrativo - pari al 2% sul corrispettivo lordo di ogni prestazione - che tu avresti poi dovuto girare all’Inpgi 2. Ti consiglio innanzitutto, quindi, di verificare l’esatta natura di quei rapporti di lavoro.

Ti consiglio anche di verificare l’esatta classificazione dei tuoi contratti, che tu mi hai descritto come “a termine o a progetto”. I contratti a termine, se si riferiscono a prestazioni giornalistiche di un inscritto all’Ordine dei giornalisti, prevedono la contribuzione all’Inpgi principale, in quanto si tratta di lavoro subordinato. Quindi, innanzitutto ti consiglio di controllare bene la natura di quei contratti a cui ti riferisci, per verificare che si tratti effettivamente di contratti a termine (e non contratti di collaborazione con fissata una data di scadenza, che sono un’altra cosa).

I contratti a progetto si riferiscono a rapporti senza vincolo di subordinazione di natura non giornalistica. Secondo la legge 30 del 2003 (la cosiddetta “legge Biagi”), i contratti a progetto non possono essere applicati a iscritti ad Ordini professionali, per i quali è impossibile determinare un progetto: a costoro vanno applicati i contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Torna quindi il quesito posto all’inizio: si tratta effettivamente di lavoro di natura non giornalistica quello che tu hai prestato o si è trattato di un errore? Occorre verificare le mansioni del tuo rapporto di lavoro, che non mi hai specificato e quindi mi rendono impossibile una risposta certa.

E’ chiaro, invece, che da gennaio hai in corso un rapporto di collaborazione autonoma di natura giornalistica (sia che si tratti di collaborazione occasionale, sia che si tratti di cessione del diritto d’autore), che quindi impone l’iscrizione all’Inpgi 2 nel termine di 30 giorni dalla data del primo pagamento ricevuto (che, come ti dicevo sopra, deve comprendere il contributo integrativo del 2% sul corrispettivo lordo, come deve essere per ogni successivo pagamento). Devi quindi compilare la domanda di iscrizione alla Gestione separata Inpgi e consegnarla, unitamente a una fotocopia del tuo tesserino professionale, all’ufficio di corrispondenza della tua regione, oppure spedirla all’Inpgi - Servizio contributi della Gestione previdenziale separata - Via Nizza, 35 - 00198 Roma.

Qualora tu ti trovassi a Roma uno dei prossimi martedì mattina, mandami una e-mail preventivamente: potremo così accordarci per incontraci di persona all’Ufficio di corrispondenza Inpgi a piazza della Torretta 36 (primo piano, primo ufficio sulla destra), all’Associazione stampa romana, dove il martedì mattina curo uno sportello di consulenza per i colleghi in qualità di vicefiduciario Inpgi per il Lazio. In quell’occasione, potremmo vedere di persona insieme tutta la tua situazione.

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