Quesiti - I contributi Inpgi e Casagit per i giornalisti non titolari del contratto di settore

welfareIl quesito di G. P.:

Dopo essere stata iscritta per alcuni anni all’Inpgi 2, da circa un anno e mezzo svolgo con contratto a tempo indeterminato un lavoro redazionale ma senza contratto giornalistico. Ho chiesto all’azienda di versarmi i contributi all’inpgi 1 invece che all’inps, e la richiesta è stata accettata.
Ora mi chiedo: mi conviene fare questo passaggio? Quali vantaggi avrei? E come funzionerebbe per l’iscrizione alla Casagit? Io tra qualche mese andrò in maternità e non mi è chiaro se passare all’Inpgi potrebbe avere dei vantaggi.

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La risposta di Massimo Marciano:

Cara collega,

la contribuzione all’Inpgi 1 è obbligatoria per legge (la Finanziaria 2001) per tutti i giornalisti che svolgono attività professionale, indipendentemente dal contratto di settore loro applicato, come puoi leggere in questo articolo da me pubblicato tempo fa su questo stesso sito: http://riformagiornalisti.it/2015/11/27/contributi-previdenziali-allinpgi-per-il-giornalista-qualunque-sia-il-contratto-applicato/. Quindi, al di là della convenienza, c’è un obbligo da rispettare da parte del datore di lavoro. E tu hai fatto bene a farlo presente al tuo.
Il versamento dei contributi all’Inpgi 1, inoltre, conviene innanzitutto dal punto di vista della possibilità di avere un contatto più diretto con il tuo Istituto di previdenza, cosa che è molto più facile all’Inpgi che all’Inps, a cominciare proprio da questo dialogo diretto che abbiamo ora, impensabile con un amministratore dell’Inps, e perché puoi ricevere più agevolmente assistenza nell’ufficio di corrispondenza della tua regione.
Tieni presente, poi, che anche dal punto di vista delle prestazioni, per esempio nell’ipotesi di una disoccupazione futura, i livelli assicurati dall’Inpgi sono maggiori. Inoltre, qualora al compimento dell’età pensionabile non si sia raggiunto il numero minimo di contributi per maturare il diritto alla pensione, è possibile chiedere la “una tantum”, pari all’importo dei contributi versati. Infine, per il raggiungimento dei requisiti minimi di versamento per il diritto alla pensione all’Inpgi 1, è possibile sommare gli anni di versamento non coincidenti all’Inpgi 2 (solo ai fini del diritto: ai fini del calcolo della pensione sono validi solo i contributi versati alla Gestione di riferimento).
Per quanto riguarda la maternità, il versamento dei contributi prevede anche un’aliquota per il finanziamento del fondo relativo a questa indennità, che è erogata dall’Inps ma va chiesto all’Inpgi l’accredito dei contributi figurativi nel periodo di astensione obbligatoria dal lavoro.
La contribuzione alla Casagit, invece, è prevista come obbligatoria per il datore di lavoro solo in caso di applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico. Qualora sia applicato un altro contratto, sebbene con contributi obbligatori all’Inpgi, la contribuzione Casagit da parte del datore di lavoro può solo essere oggetto di contrattazione integrativa. Altrimenti, è il giornalista che può, volontariamente, iscriversi e versare a proprio carico i relativi contributi.
Tieni presente che fino al prossimo mese di giugno è possibile anche l’adesione volontaria ai profili Casagit 2, 3 e 4, più economici (ma con prestazioni ridotte) rispetto al profilo 1, il più costoso ma completo.

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