Morto Scarlata, protagonista delle lotte dei giornalisti italiani

orlando-scarlataE’ morto ieri a Palermo a 86 anni Orlando Scarlata, a lungo impegnato ai vertici degli istituti di categoria dei giornalisti italiani e protagonista delle lotte per la difesa del lavoro, della libertà di stampa e della sua Sicilia, terra d’adozione in cui ha trascorso la sua vita e dove ha lavorato.
E’ stato uno dei “monumenti” della professione che noi giovanotti di quel tempo vedevamo come punto di riferimento. Ai suoi cari un abbraccio affettuoso.
Massimo Marciano

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Saluto a un vecchio amico

di Sergio Raimondi (*)

D’accordo non era certo più giovane, da tempo la sua salute era malferma anche se fino a qualche anno fa questo non gli impediva di fare quello che aveva fatto per una vita: lottare e impegnarsi per tutti, tutti, i giornalisti. Orlando Scarlata se ne è andato portando con sé una gran parte della storia di quelli della mia generazione ma non solo. E portando con sé una dimensione umana che questi tempi sempre più perdono o disconoscono.
Lollone è stato un protagonista ma soprattutto un amico. Qualcuno dirà che amava il potere, essere ovunque e sempre. E in parte è vero. Ma la sua dimensione era diversa: nel sindacato dei giornalisti non fu mai tenero con gli editori tutti e riceveva rispetto. Non cercava patti ma mediazioni ragionevoli.
Al vertice di Inpgi e Casagit gli riuscì di risanare bilanci malandati per via di cattive amministrazioni nonostante fossero anni di floridita’.
Di avversari, se non nemici, ne aveva tanti. Ma tutti sapevano che in caso di bisogno la porta di Lollone sarebbe stata sempre aperta, il suo aiuto non lo avrebbe mai negato a nessuno.
Lo sperimentai anche io che a volte gli fui alleato e molte altre avversario. Ma sempre amici, veri e leali. Una volta un collega e compagno di battaglie conio’ per me una delle sue definizioni fulminanti: ero uno “scarlattocomunista”. Fulminante e vera. Epici gli scontri di Lollone con un altro gigante, Etrio Fidora: nemici-amici. Uno democristiano l’altro comunista: si imparava da entrambi.
Nelle lunghe riunioni Lollone si addormentava. Russava. Ma se dal podio l’oratore di turno diceva qualcosa di strano, lui si svegliava come per incanto, come avesse seguito il filo di ogni intervento. E balzava su con le sue analisi, lucidi e puntuali.
Non lo vedevo da tempo. Spero se ne sia andato così, a modo suo: dormendo lucidamente.
Ciao Lollone, caro vecchio amico.

(*) giornalista siciliano

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http://www.giornalistitalia.it/morto-il-giornalista-orlando-scarlata/

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